Avevamo appena finito di allestire uno dei nostri primi gazebo del lunedì, all’ombra dei quali ci ritroviamo per incontrare i vigonovesi durante il mercato settimanale e spiegare loro le ragioni dell’interramento. Stavo parlando con un’anziana signora piuttosto riottosa ad appoggiarci nuovamente, scoraggiata dalle tante parole spese negli anni e rimaste, a suo avviso lettera morta quando, d’un tratto, mi sento tirare la giacca. Mi volto e vedo un bambino, quattro o cinque anni, alto così. Mi chino, mi presento si presenta anche lui, Jacopo, e mi domanda “perché il 5 fate manifestasione?”. Mi coglie alla sprovvista, come glielo spiego? Lui non molla e ripete “perché il 5 fate manifestasione?”. “Vedi, ci sono delle persone che vogliono fare delle cose a Vigonovo che secondo noi potrebbero essere fatte meglio” dico io, e poi continuo “noi ci troviamo tutti insieme in piazza per spiegare a queste persone che le cose si possono e si devono fare fatte bene”. Jacopo mi guarda e senza esitare dice la cosa più giusta “anche a me piace fare le cose fatte bene, vengo anch’io alla manifestasione!”.
A chi ci chiede dove troviamo la forza, la determinazione per ricominciare questa battaglia, risponderemo come il piccolo Jacopo, con lo stesso entusiasmo.
Ai giornalisti che in questi giorni ci hanno posto sempre la stessa domanda: “a cosa credete sia servita la manifestazione del 5 maggio? ” abbiamo risposto senza indugio: “a fare comunità”.
Ai nostri Sindaci, ancora una volta in prima linea, noi ci stringiamo con riconoscenza, facendo sentire loro il nostro supporto morale e materiale, la forza di una moltitudine che non è solo folla ma comunità.
Non sono solo semplici fotografie quelle che seguiranno, ma mattoni sui quali erigeremo il proseguo di questa storia, nella convinta speranza di ritrovarci nuovamente nella splendida piazza di Vigonovo, tutti insieme, per festeggiare l’interramento dell’elettrodotto.
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